domenica 10 luglio 2016

ALESSIO UNO DI NOI!



Personaggi_uac: Alessio Befi

Siamo sotto di due reti a zero. Il sogno si sta per trasformare in incubo. Il 23 maggio del 2010 è un punto di non ritorno per tutta la storia del calcio locale. 
La Sanità, squadra del popoloso quartiere di Napoli, è ad un passo dalla promozione in Eccellenza, nonostante avesse ben due risultati su tre a sfavore.
L’ultimo colpo di coda dell’Undici, guidato da Bozzi, subentrato a Ferraro, c’è verso la fine del secondo tempo, quando Alessio Befi, Cervinarese del quartiere storico di Castello, calcia un rigore ed insacca sotto il settore occupato dai sostenitori napoletani.
Due a uno.



Sul terreno polveroso del Canada esplode la gioia che accende le gradinate del Canada, gremite in ogni ordine di posto. Una manciata di minuti dove l’orgoglio della Cervinara Ultras diede il massimo, senza però riuscire nel miracolo. 
Triplice fischio e Befi che si sfila la maglia nero verde, indossata per l’infausta occasione. 
E’ la fine di una storia fatta a suon di gol, oltre cinquanta, che s’interrompe nel peggior dei modi. 
Una sconfitta dolorosa, seguita dall'assurdo declassamento in Prima Categoria.
Senza nemmeno i guardalinee.
Un incubo nell'incubo.


Non dimentichiamo che in quei campionati di scarso livello tecnico, sulle gradinate c'era lui insieme a noi, perché Alessio, pur cambiando casacca, non ha mai tradito l’amore per Cervinara e il Cervinara. La carriera l’ha portato a trafiggere, più volte, anche la rete della nostra squadra, senza mai esultare, ovviamente. 
Ha dimostrato, però, di essere un Cervinarese serio, esempio di sport e lealtà.
Decine e decine di reti con maglie di altre compagini hanno reso il “bomber” di Cervinara uno degli attaccanti più affidabili e prolifici della categoria. 
Per gli addetti ai lavori Befi in serie D potrebbe dire la sua, senza problemi, ma ha scelto l'Audax Cervinara 1935, tornata in Eccellenza per restarci.


Il legame con il gruppo in questi anni di lontananza non si è mai sfilacciato.
Una volta a benevento, contro la Forza e Coraggio, la Cervinara Ultras lo omaggiò con un mazzo di fiori. Un gesto raro per questa piazza, ma che il Bomber meritava. 
Sì, perché Alessio è prima di tutto un amico leale, di cui ti puoi fidare sia nell'arena, sia fuori dal mondo del Dio Pallone.

Ora che è tornato all’ombra del Canada possiamo dire che, almeno per questa volta, ha vinto il sangue Cervinarese contro l’oro forestiero. 
Alessio ha vissuto tante emozioni in mezzo agli UAC, in trasferta e in casa, con spontaneità e goliardia, sempre quando non era impegnato a segnare reti a grappolo in altri lidi. 
Figlio d’arte di un’altra bandiera Cervinarese, papà Aldo, ora potrà lottare con il suo gruppo direttamente sul rettangolo di gioco e negli spogliatoi.
La serie A del mitico calcio minore della Campania ci attende al varco, in campo e sugli spalti.

Gli Ultras Audax Cervinara non amano esaltare il singolo, bensì la squadra e soprattutto la Maglia che resta per sempre e c’è da sempre.
Questa è un’eccezione eccellente perché Alessio è, davvero, uno di Noi!


p.s. Alè, era troppo brutto vederti esultare nel vuoto di stadi deserti, senza passione e ringraziamo il presidente Joe Ricci, la presidentessa Patrizia Ragucci e tutti i dirigenti per questa campagna acquisti di spessore iniziata con il rientro di talenti locali, tra cui Mariano Clemente, calciatore di categoria che torna dopo appena qualche mese.


FORZA GRANDE AUDAX CERVINARA!

Nessun commento:

Posta un commento