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domenica 20 gennaio 2019

personaggi_uac | Armando "Saracinesca" Luongo




EMOZIONI D'ALTRI TEMPI

L’incontenibile voglia di esultare come un ragazzino, arrampicandosi su di una rete per vivere un’emozione che resterà negli annali della storia calcistica Cervinarese. Il personaggio di questo sabato freddo & fangoso, immortalato nella foto di Vincenzo De Lucia, è un tifoso particolare. 
Non è assolutamente un occasionale o uno sportivo qualsiasi, bensì rappresenta una delle Bandiere del calcio locale: il mitico Armando Luongo, estremo difensore del Cervinara dalla fine degli anni settanta alla metà degli ottanta.
Il nostro prezioso collaboratore, Massimo Zullo, ci ha inviato un “pezzo” estrapolato da Movimenti dell’Altra Irpinia, scritto da Salvatore Ruggiero.

Buona lettura, care lettrici e cari lettori di CervinarAudace:


Armando Luongo, portiere saracinesca dal 1977 al 1983

Armando Luongo cominciò a giocare a calcio a 14 anni, pur essendo legato per tradizione familiare ad un altro sport, la caccia, che pratica ancora oggi e che gli consente di conservare, a dispetto della stazza, quella elasticità ed agilità che, insieme al colpo d’occhio, alla presa sicura e al senso della posizione, hanno fatto di lui il più grande portiere della storia del Cervinara.
A Cervinara ha espresso il meglio di sé.
In prima categoria venne nel 1977* da Santa Maria a Vico (i dirigenti non volevano lasciarlo andare, ma dovettero cedere alle insistenze sue e dei dirigenti cervinaresi) a rinforzare una squadra già forte, che acquisì il diritto a partecipare al campionato di Promozione.
Aveva debuttato in terza categoria difendendo la porta del Moiano, che anche grazie a lui vinse il campionato e passò alla categoria superiore. Giocò pure nell’Arpaia, finché non si accorsero di lui i dirigenti del Santa Maria a Vico. Operò il salto di qualità e arrivò in prima categoria; le cronache dell’epoca arrivarono a definirlo portiere-saracinesca. Molti club di categoria superiore si interessarono ad Armando Luongo, che ormai aveva preso a lavorare e non poteva conciliare sport e lavoro fuori zona. Di qui le insistenze che lo portarono a Cervinara. Nella sua città, raggiunta la piena maturità, espresse a lungo il meglio di sé. 

(Salvatore Ruggiero, Movimenti dell'altra Irpinia)


*Armando Luongo arrivò nell'estate del 1973, non nel 1977 come riportato dall’articolo apparso su Movimenti di Enzo Cioffi. Infatti, l'U.S. Cervinara di don Roberto Cioffi, dopo aver vinto il campionato di Seconda categoria, si apprestava a partecipare all’ostica Prima categoria dell’epoca con Luongo tra i pali. Rimase, quindi, per un decennio, scrivendo pagine eccezionali di un calcio dilettantistico fatto di passione, classe, polvere e sudore.

Il numero uno Cervinarese vanta due presenze nelle prime due storiche amichevoli con l’Unione Sportiva Avellino 1912: gennaio 1975 e maggio 1979, quest’ultima in panchina con i Lupi della serie A. Oltre alla nostra “saracinesca” con due presenze negli incontri tra Cervo & Lupo ricordiamo l’estroso Nonnò Starace (‘75 e ‘79) e l’inossidabile Peppino Valente (‘79 e ‘96).


sabato 22 settembre 2018

personaggi_uac




Personaggi_uac/Alessio Befi

Alessio Befi, il “toro di Castello” raggiunge la storica quota di cento reti messe a segno con la Maglia dell’Audax Cervinara. Un traguardo da celebrare con un’intervista. 
CervinarAudace ha colto la palla al balzo per rispolverare la rubrica “personaggi_uac” dopo una lunga e noiosa pausa. 
Ripartiamo da Alessio, l’unico degli atleti in attività che difendono il Cervo a poter vantare un rapporto particolare con la tifoseria e nello specifico proprio con gli Ultras Audax Cervinara. 
Quelli di sempre, non di Maggio/Giugno.
Buona lettura:

d-Alessio, ecco qui la centesima esultanza. Sì, sono cento le soddisfazioni con il tuo Audax, cento le emozioni regalate agli UAC e a tutto il Popolo Cervinarese. Cento le zampate che hanno scritto la storia calcistica della compagine nata nel 1935, specialmente dagli anni 2000 ad oggi. Come ti senti con cento mitragliate sulle spalle?

r- Come ho sempre detto per me giocare a Cervinara è il massimo, poi essere arrivato a 100 gol con questa maglia mi rende fiero, ma non appagato. Non sono ancora sazio. Prima di chiudere con il calcio ho l’ultimo obiettivo da portare a termine, ma al momento non lo “D”ico e lo tengo per me!

FIORI  e APPLAUSI A BENEVENTO (13/14)

d- L’Audax Cervinara di Alessio Befi, capitano e Cervinarese puro sangue, sta vivendo annate memorabili. Quali sono i segreti dello spogliatoio e di questo gruppo audace?

 r- Il vero segreto del nostro gruppo è semplice: siamo tutti ragazzi sani, non c’è mai cattiveria tra di noi, e ragioniamo con una sola testa, ossia quella di andare in campo e dare il massimo per i nostri Colori e la nostra gente!

BEFI 50 VOLTE GRAZIE(09/10)

d-Hai vissuto gioie e dolori sotto questi colori. Scelte difficili da digerire e gesti d’amore che resteranno indelebili nei ricordi di chi vive il Cervinara r’a matina ‘a sera. La maledetta finalissima contro la Sanità Napoli è stata il vero spartiacque della tua Audace carriera. Quella non fu una semplice partita perché diede il via ad un lungo calvario, fatto di campetti senza padroni di casa, assenza di guardalinee, contestazioni e addii obbligati, come il tuo. Come ricordi quel pomeriggio da dimenticare, bagnato da lacrime amare, ricoperto da una coltre di polvere e sporcato dal fango lanciato dalle viscide “malelengue” dopo il triplice fischio?

r- E’ stata una sconfitta inattesa perché eravamo convinti di fare il salto di categoria e invece da quella sconfitta c’è stato il salto all’indietro. Un vero peccato. Eravamo una squadra con tanti Cervinaresi e ragazzi della zona. Erano gli anni della rinascita anche dei nuovi ‘vecchi’ ultras e avevamo al seguito sempre tanti tifosi. 
Durante gli spareggi per l’Eccellenza il Canada era una bolgia! 
Le Malelengue ci sono dappertutto l’importante è non dargli peso e andare avanti!

SOGNO INFRANTO, MA CI VOLEVA TANTO? (09/10)

d-Altro spareggio e altra sconfitta. Contro la Folgore Selinunte, dopo tanti anni e mille battaglie vincenti, arriva il boccone amaro, mentre la doccia fredda contro il Nola, di appena qualche mese fa, è una ferita ancora aperta. Gare giocate sempre a testa alta e con la Maglia sudata, ma dal finale da cancellare. Ogni partita, ovviamente, ha una storia a sé. Rimorsi ne abbiamo, oppure meritavamo quelle brutte sconfitte?

r- Meritavamo di vincere contro la Folgore Selinunte per quanto fatto nelle due partite. Abbiamo avuto un po’ di fortuna durante il tragitto playoff, come nella gara a Sorrento, poi però lo abbiamo pagato doppio con la Folgore! L’anno scorso, visto il valore dimostrato in campo, potevamo anche vincere il campionato. Purtroppo, qualcosa si era rotto.


d- Da attaccante di talento, più volte capocannoniere, vivi la tua battaglia dal rettangolo di gioco spinto dal calore della tua gente, in simbiosi con il tifo incessante degli Audaci Seguaci. Quanto incide, nel bene e nel male, il famoso fiato sul collo dell’ambiente locale e delle gradinate sulle prestazioni in campo e sulla psicologia della squadra in generale?

r- Il calore dei nostri tifosi deve sempre essere per noi un motivo per dare sempre di più, però può succedere che quando sei in periodo negativo hai più pressioni e lì si deve essere ancora più bravi nel gestire quei momenti, se no si rischia di fare brutte figure.

d- Racconta alle lettrici ed ai lettori di CervinarAudace la rete più bella tecnicamente, quella più da “Mai dire gol” e quella che avresti voluto tanto realizzare, ma…

r- Un gol, bello o brutto che sia, ti fa sognare, ti commuove, ti fa essere l’ombelico del mondo in determinati momenti. Quello al novantesimo della Lince Zerrillo contro il Sorrento diventa fantastico per quel che rappresenta, oltre il puro gesto tecnico.


 d- La Cervinara Ultras ha sempre evitato il sostegno verso il singolo calciatore per una questione di  mentalità. I rapporti tra calciatori e tifoserie sono spesso appesi al risultato di una partita o alla pura casualità. Prima Uomini e poi calciatori, chiedono gli Ultras e tu lo sai bene. Qualcuno, però, dietro una banale tastiera, ha addirittura sputato veleno e bile contro la tifoseria organizzata. Il polverone mediatico post Battipagliese vede il classico ex di turno al centro dell’attenzione. Tu, che da ex hai anche più volte segnato contro l’Audax, naturalmente senza mai esultare, cosa pensi della questione “mercenario/combattente”?

r- Penso sia giusto sostenere sempre e solo la Maglia, non il singolo calciatore, perché il Cervinara resta e i giocatori passano, ma nel calcio bisogna anche essere “riconoscente” ad un calciatore che comunque ha difeso e sudato la Maglia. 
“Riconoscente” per me non significa cori o fiori o targhe, bensì il rispetto, perché molte volte non si conoscono né dinamiche né altro. Della polemica post battipaglia, io ti posso solo dire che il mio ex compagno di squadra, Saginario, non è un mercenario, ma un combattente e lo ha dimostrato nel corso degli anni con questa Maglia. Non è andato via per soldi. Lui e la società Audax Cervinara Calcio si sono divisi in modo consensuale.
Questa non è una polemica, ma il mio punto di vista.


d-Un attaccante deve finalizzare il gioco imposto dall’allenatore o è meglio, a tuo avviso, costruire in base alle individualità? In che rapporto sei con il mondo degli allenatori e chi tra loro ha, davvero, valorizzato le tue qualità? Chi, invece, non ha saputo leggerti negli occhi la sete di vittoria?

r- Logicamente un allenatore schiera un modulo in base ai calciatori a disposizione. E’ chiaro che poi qualcuno per il bene comune si sacrifica di più. Ho avuto buoni rapporti con tutti, ognuno di loro mi ha dato qualcosa, anche chi ha volte non mi ha fatto giocare. Lì cresci di più come carattere e inizi a capire veramente cosa significa “ragionare da squadra”. E’ troppo bello giocare, ma a volte ti devi mettere nei panni di chi non gioca e dare ancora di più, pensando che c’è qualcuno che non gioca e c’è rimasto male! Forse un ex allenatore a Marcianise non mi diede troppa fiducia…


d- Alduccio, il tuo papà, è una Bandiera dell’Audax per l’attaccamento alla piazza e per le doti tecniche. Il calcio minore di ieri è radicalmente diverso da quello odierno.  Quali valori, invece, ti ha trasmesso e soprattutto in quale partita l’avresti voluto alle tue spalle, magari in cabina di regìa?

r- La semplicità è la correttezza sono valori che mio padre ne ha iosa. In tutte le partite vorrei in squadra un giocatore eccezionale come papà, magari al mio posto. Lui sì che è di un’altra categoria.


d-Infine, grazie per la disponibilità e per la fascia dedicata al nostro fratello Lucas che ci guarda dall’alto, insieme a tanti Cervinaresi che ci seguono dalla Curva Paradiso.
Per chiudere, carta “biancobluazzurra” per dediche, appelli, saluti, pernacchie e…

r- Per la fascia non mi devi ringraziare è una cosa che mi è venuta naturale. 
Lucas era un ragazzo buono ed ogni volta che parlavano mi strappava un sorriso.
Un appello a tutti gli ultras di seguirci sempre e di starci ancora più vicino, anche se ci saranno momenti difficili...
Poi vorrei rivedere insieme sulle tribune tutti i diffidati di Ariano!!! 
Un saluto e un ringraziamento al grande Scistofi per questa bella chiacchierata.
A presto alle lettrici e ai lettori di CervinarAudace e forza magico Cervo!



martedì 3 ottobre 2017

personaggi_uac



BENVENUTO VITO!

Gli Ultras Audax Cervinara augurano a mamma Lucia e a papà Geppino le migliori soddisfazioni e tanta felicità per l'arrivo del piccolo Vito, il più piccolo UAC in circolazione!

UAC

venerdì 15 settembre 2017

personaggi_uac



Gli UAC salutano Mercedesz Henger!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la foto di un UAC in compagnia della  giovine, bella e audace Mercedesz Henger (adorata dalle Nuove Leve).
Gli Ultras Audax Cervinara la salutano calorosamente e aspettano il suo sorriso 
al "Canada Roberto Cioffi"
. 
P.s. La Vecchia Guardia, invece, rispetta e aspetta da sempre l'altra Henger. EVAUDAX!


martedì 13 giugno 2017

LetterAudax di Presiello



LetterAudax di Presiello

Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta! 
Voglio iniziare così questa lettera di ringraziamento indirizzata a quelli che hanno sofferto, gioito, cantato e anche alla fine pianto insieme al mio gruppo. 

Le emozioni in questi ultimi due anni sono state tante e sarà difficile ripetere questa scalata alle porte della D, partendo dai campetti di Prima Categoria. 
Nessuno potrà cancellare i ricordi che resteranno incisi nel cuore e nella mente.

Sono sei anni che ho l’onore di guidare questo gruppo, tra mille difficoltà e mille imprevisti. 
Sapete benissimo che non è facile portare avanti un ideale, estraneo alla massa. 

Chi non lo vive in prima persona non può capire anni di sacrifici e di grandi soddisfazioni sia per gli UAC, sia per il sottoscritto. Lungo il nostro cammino abbiamo stretto amicizie e gemellaggi. 
Colgo l’occasione per ringraziare gli Ultras dell’Ebolitana, del Grotta, del Sirignano, del Baiano, gli amici di Frigento della Curva Sud Avellino e i simpatici tifosi della Folgore Selinunte. 

Domenica ho vissuto la mia più grande soddisfazione. 
Quando ho visto il pubblico alzarsi e farmi un applauso ho detto, tra me e me, che qualcosa di veramente grande è stato fatto per questa Maglia e per questa Città. 
La vittoria più bella per la tifoseria Cervinarese e veder tornare un’intera comunità unita e festosa sulle gradinate dello Stadio Canada Roberto Cioffi. 

Il vero spettacolo è stata la socializzazione che si è sviluppata grazie allo sport. 
L’esatto contrario dello stereotipo medio che vede l’Ultras rozzo, ignorante e violento come un criminale. La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti.
Vi voglio salutare con un abbraccio affettuoso e lancio a tutti un invito Audace: l’anno prossimo ogni partita dovrà essere una finalissima.
CERVINARA SIAMO NOI! 
(in prima categoria o in serie C).

Presiello, capoultras 

venerdì 9 giugno 2017

personaggi_uac



Il Sindaco Filuccio Tangredi nella zona calda del tifo Cervinarese. (17/18)
foto scattata da Vincenzo De Lucia

lunedì 22 maggio 2017

MIMMO & MASSIMO PRESENTI!



CON NOI CI SIETE VOI: MIMMO E MASSIMO PRESENTI

Gli UAC ricordano Mimmo e Massimo, due Cervinaresi che ci guardano dall'Alto.
foto scattata da Vincenzo De Lucia Asd Audax Cervinara

domenica 26 febbraio 2017

TONY ADAMS | personaggi UAC



Personaggi_uac/ Tony Adams

Ecco una storica foto inviata da un vecchio UAC in trasferta a Londra.
Siamo all’Emirates Stadium e la statua nella foto è quella dedicata al celebre Tony Adams, una delle ultime bandiere ribelli di un calcio che è scomparso, affogato in divieti assurdi e piegato da scommesse legalizzate. Riportiamo la storia del Mr Arsenal, “quello” con la prima sciarpa degli Ultras Audax Cervinara.

Buona lettura.

Capitani coraggiosi, storie che non esistono quasi più, di calciatori che spendono tutta la loro carriera in un club. Storie di onore e orgoglio, fatte di cadute e di quella forza d'animo indispensabile per rialzarsi dopo aver toccato il fondo. Sempre con quello spirito che solo laggiù ad Albione sanno avere così.

UNA STATUA ALL'EMIRATES - Romford è un luogo speciale. È un sobborgo a nord di Londra, nel distretto (il borough) di Havering. A Romford nasce gente tipo Frank Lampard e Ray Parlour. Lì nasce Tony Alexander Adams, uno dei più forti difensori della storia del calcio inglese, bandiera dell'Arsenal, club che gli ha dedicato una statua all'Emirates Stadium, insieme a Herbert Chapman e Thierry Henry. Lui che però fu bandiera di Highbury, meraviglioso stadio oggi trasformato in comprensorio edilizio.

FAMOUS FOUR - Tony Adams è il ritratto di un calcio che faceva di valori come l'attaccamento viscerale alla maglia, il cuore infinito, l'umanità una questione di onore. Firma per l'Arsenal quando va ancora a scuola e non lo abbandonerà più. Esordisce in First Division nel 1983, e di lì a poco si stabilisce al centro della difesa dell'Arsenal fino a formare i famous four, la retroguardia dei Gunners degli anni '90. A destra c'è Lee Dixon, a sinistra Nigel Winterburn, al centro Steve Bould (successivamente sostituito da Martin Keown) e, ovviamente, Adams. Allenatore di quella squadra era George Graham, maestro del fuorigioco, che quando Adams ha soli 21 anni capisce già tutto e gli dà la fascia di capitano. Lui, Tony, la mollerà 14 anni dopo.

LA BATTAGLIA CON LA BOTTIGLIA - Purtroppo però Tony Adams non è solo calcio. La storia di Adams è quella di un calciatore alcolista, che in una autobiografia di grande successo pubblicata nel 1998 racconta di notti passate a bere e di mattine ad allenarsi con la giacca a vento, d'estate, per smaltire attraverso il sudore l'alcol ingerito. In quelle notti brave con lui c'è Ray Parlour, che oltre ad essere un centrocampista coi fiocchi è anche il suo mate di sempre. Adams racconta e si racconta nel pieno delle sue debolezze, che iniziano già negli anni '80 e nel Maggio 1990 suonano un pericoloso campanello d'allarme: Adams è vittima di un incidente d'auto terribile, in seguito al quale viene riscontrato nel suo sangue un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite consentito. Non basterà, se è vero che sarà protagonista di una umiliante caduta dalle scale, sempre a causa dell'alcol, che gli costa 29 inspiegabili punti di sutura in testa.

LA CADUTA E LA RINASCITA - Ammetterà il suo alcolismo pubblicamente solo nel 1996. E come è caduto, si rialzerà riabilitandosi completamente anche grazie a Arséne Wenger, che gioca un ruolo importante nella sua seconda vita non solo calcistica, e al quale in cambio regalerà due titoli di Premier, giocando ad alti livelli fino al 2002, anno in cui dà l'addio al calcio attivo.

MR ARSENAL - Le sue 668 partite con i Gunners gli valgono il secondo posto in termini di presenze nella storia del club. In Nazionale, nella consueta Inghilterra che non vince mai e di cui sarà spesso capitano, alternandosi con Alan Shearer, giocherà 66 partite. Dopo il calcio giocato diventa allenatore, ma senza mai raggiungere i medesimi successi, solo per alcuni brevi intermezzi al Wycombe, al Portsmouth e persino in Azerbaigian. Insieme a Paul Merson, altro campione britannico dal gomito facile e ora riabilitato, guida adesso la Sporting Chance Clinic, un'associazione benefica che aiuta gli atleti con problemi di alcol. Quattro titoli nazionali, tre FA Cup, due Coppe di Lega e una Coppa delle Coppe. Insignito del titolo di Cavaliere all'Ordine dell'Impero Britannico. Il suo soprannome è “Mr Arsenal”. Storia di un capitano vero. Nella buona e nella cattiva sorte.


domenica 10 luglio 2016

ALESSIO UNO DI NOI!



Personaggi_uac: Alessio Befi

Siamo sotto di due reti a zero. Il sogno si sta per trasformare in incubo. Il 23 maggio del 2010 è un punto di non ritorno per tutta la storia del calcio locale. 
La Sanità, squadra del popoloso quartiere di Napoli, è ad un passo dalla promozione in Eccellenza, nonostante avesse ben due risultati su tre a sfavore.
L’ultimo colpo di coda dell’Undici, guidato da Bozzi, subentrato a Ferraro, c’è verso la fine del secondo tempo, quando Alessio Befi, Cervinarese del quartiere storico di Castello, calcia un rigore ed insacca sotto il settore occupato dai sostenitori napoletani.
Due a uno.



Sul terreno polveroso del Canada esplode la gioia che accende le gradinate del Canada, gremite in ogni ordine di posto. Una manciata di minuti dove l’orgoglio della Cervinara Ultras diede il massimo, senza però riuscire nel miracolo. 
Triplice fischio e Befi che si sfila la maglia nero verde, indossata per l’infausta occasione. 
E’ la fine di una storia fatta a suon di gol, oltre cinquanta, che s’interrompe nel peggior dei modi. 
Una sconfitta dolorosa, seguita dall'assurdo declassamento in Prima Categoria.
Senza nemmeno i guardalinee.
Un incubo nell'incubo.


Non dimentichiamo che in quei campionati di scarso livello tecnico, sulle gradinate c'era lui insieme a noi, perché Alessio, pur cambiando casacca, non ha mai tradito l’amore per Cervinara e il Cervinara. La carriera l’ha portato a trafiggere, più volte, anche la rete della nostra squadra, senza mai esultare, ovviamente. 
Ha dimostrato, però, di essere un Cervinarese serio, esempio di sport e lealtà.
Decine e decine di reti con maglie di altre compagini hanno reso il “bomber” di Cervinara uno degli attaccanti più affidabili e prolifici della categoria. 
Per gli addetti ai lavori Befi in serie D potrebbe dire la sua, senza problemi, ma ha scelto l'Audax Cervinara 1935, tornata in Eccellenza per restarci.


Il legame con il gruppo in questi anni di lontananza non si è mai sfilacciato.
Una volta a benevento, contro la Forza e Coraggio, la Cervinara Ultras lo omaggiò con un mazzo di fiori. Un gesto raro per questa piazza, ma che il Bomber meritava. 
Sì, perché Alessio è prima di tutto un amico leale, di cui ti puoi fidare sia nell'arena, sia fuori dal mondo del Dio Pallone.

Ora che è tornato all’ombra del Canada possiamo dire che, almeno per questa volta, ha vinto il sangue Cervinarese contro l’oro forestiero. 
Alessio ha vissuto tante emozioni in mezzo agli UAC, in trasferta e in casa, con spontaneità e goliardia, sempre quando non era impegnato a segnare reti a grappolo in altri lidi. 
Figlio d’arte di un’altra bandiera Cervinarese, papà Aldo, ora potrà lottare con il suo gruppo direttamente sul rettangolo di gioco e negli spogliatoi.
La serie A del mitico calcio minore della Campania ci attende al varco, in campo e sugli spalti.

Gli Ultras Audax Cervinara non amano esaltare il singolo, bensì la squadra e soprattutto la Maglia che resta per sempre e c’è da sempre.
Questa è un’eccezione eccellente perché Alessio è, davvero, uno di Noi!


p.s. Alè, era troppo brutto vederti esultare nel vuoto di stadi deserti, senza passione e ringraziamo il presidente Joe Ricci, la presidentessa Patrizia Ragucci e tutti i dirigenti per questa campagna acquisti di spessore iniziata con il rientro di talenti locali, tra cui Mariano Clemente, calciatore di categoria che torna dopo appena qualche mese.


FORZA GRANDE AUDAX CERVINARA!

domenica 10 aprile 2016

AUGURI SILIE'!



Auguri a Giacomo Silietti dalla Cervinara Ultras!
50 anni con l'Audax Cervinara nel cuore!

domenica 7 giugno 2015

Interviste_uac/ Presiello



Interviste_uac/ Presiello

Incontriamo Raf, meglio conosciuto come Presiello, capo ultras della tifoseria Cervinarese per un’intervista sul campionato appena concluso e sul futuro della prossima importante stagione, che vede la Piazza affamata di risultati, come al solito.

d- Ciao Raf, la stagione 2014/15 appena conclusa ha visto gli Ultras Audax Cervinara impegnati dal primo all’ultimo minuto in tutta l’annata calcistica. Come giudichi il sostegno complessivo del gruppo, a mente fredda e con un terzo posto conquistato senza sorrisi?
r- È stato un anno positivo dal punto di vista del tifo. Siamo stati presenti in tutti i campi sportivi del girone C di Promozione, compresa la Coppa Campania a porte chiuse contro la Polisportiva Grotta. Gli UAC non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno, nonostante la delusione per la conquista di un terzo posto inutile per gli spareggi. L’amarezza è tanta, soprattutto per le prospettive di inizio anno che ci vedevano, sulla carta, favoriti per la vittoria finale o almeno per disputare gli spareggi per poter accedere nella tanto desiderata categoria superiore.

d- Quali sono state le migliori prove offerte dal gruppo a tuo avviso?
r- Senza ombra di dubbio le migliori prestazioni si sono viste sicuramente nei Derby caudini. La coreografia casalinga contro il m.sarchio, ad esempio, resterà nella storia della tifoseria e sono molto soddisfatto per lo spettacolo da brividi offerto sulle gradinate.

d- Il gruppo è troppo legato ai risultati e vuole vincere. Cosa è mancato alla squadra secondo te?
r- Alla squadra è mancata la giusta cattiveria agonistica. Anche la sfortuna ha avuto il suo peso, perché molte gare sono state giocate bene, ma il bottino finale era sempre povero. Troppi pareggi, qualche cambio di allenatore di troppo, qualche sconfitta assurda e un ruolino di marcia lontano dal Canada non all’altezza del blasone hanno portato al fallimento delle nostre aspettative.

d- Quali sono le tifoserie avversarie che ti hanno impressionato in positivo e in negativo in questi anni?
r- Non ci sono dei gruppi in particolare. In queste piccole realtà tutti cercano di dare il meglio quando giocano contro di noi e quasi sempre ci riescono, ovviamente con i loro limiti. I miei complimenti vanno a tutti coloro che fanno sacrifici e portano avanti il movimento ultras. Ci tengo a precisare, senza presunzione, che nessuno è come noi, per attaccamento, costanza e mentalità.

d- Avete chiesto il manto erboso per lo Stadio Comunale Canada ed il recupero del nome Audax Cervinara 1935. Sogni che si potrebbero avverare?
r- Lo spero, perché Cervinara merita un impianto di ultima generazione. Il nome Audax, per noi Ultras sarebbe il massimo. Aspettiamo con fiducia l’iscrizione 2015-16. Questa sarà la prima grande vittoria per la piazza Cervinarese e per la società del Presidente Joe Ricci.

d- Ottimo vino personalizzato, adesivi, spille ed altro materiale sono la testimonianza che gli UAC sono attivi e creativi. La coreografia mozzafiato contro il m.sarchio è stata il coronamento di tanti sforzi autofinanziati. Per voi la mentalità è una caratteristica fondamentale. E’ difficile trasmetterla?
r- Sì, oggi è difficile trasmettere mentalità ultras. Noi più grandi abbiamo avuto la fortuna di crescere in una Curva come la Sud di Avellino, dove c’erano persone che ancora oggi ringrazio per la loro Educazione Ultras trasmessa.

d- Capitolo amicizie. Siete fratelli dei Pessimi Elementi e degli Ultras Eboli. Da quest’anno c’è rispetto con il Regime Red Lions del Grotta 1984. Lo stile ultras unisce?
r- Lo stile Ultras unisce, ma allo stesso tempo può anche allontanare. Ci Vuole rispetto reciproco per alimentare le amicizie, vedi il rapporto di fratellanza con gli Ultras Ebolitani. Ci teniamo spesso in contatto scambiandoci visite reciproche.

d- Nemici. Vi mancano i Matti in Movimento, sciolti quasi un anno fa? Vedere l’Allegretto con poca “allegria” in Eccellenza è una spinta in più per il glorioso tifo del Cervinara?
r- Quando scompare un gruppo ultras a me dispiace sempre. Certo, giocare con il Dodicesimo Uomo in campo la domenica è sempre un’altra emozione. Per noi vedere i Pignatari in Eccellenza non è un dramma, perché pensiamo solo ed esclusivamente ai fatti di casa nostra. Sono gli altri che vorrebbero avere noi come Ultras.

d- Il capo della Lega Calcio Dilettanti in Campania è sotto inchiesta. C’è del marcio nel mondo dilettantistico?
r- Non voglio parlare proprio del boss della Lega. Cervinara non dimentica l’ingiustizia subita delle 8 giornate a porte chiuse. Da allora ho capito che loro fanno quello che vogliono, quindi è inutile scrivere di questi personaggi che sono il male del calcio.

d- La festa per l’80esimo compleanno dell’Audax Cervinara è in allestimento. Vecchie glorie e tante sorprese per festeggiare il passato e per costruire un presente all’altezza della Storia. Che regalo vorresti per questi colori?
r- Vincere il campionato sul campo e tornare dove ci tocca. Per la festa “80 voglia di Audax” ci stiamo organizzando e posso solo annunciare che ci saranno molte sorprese per gli amanti dell’Audax Cervinara.

d- Infine, un appello a tutti/e per la prossima stagione, al fianco del Cervo e la solita carta biacobluazzurra per saluti e messaggi!
r- Da settembre tutti al Canada per sostenere la propria fede calcistica. Nessuno è come Noi Ultras Audax Cervinara, ricordatelo sempre.
Forza Cervo, grazie per l’intervista e complimenti il blog.


La Redazione di CervinarAudace ringrazia Il Capo Ultras Presiello e aspetta con ansia il prossimo calcio d’inizio per volare in alto.

personaggi_uac/saluti da Berlino!



Saluti da Berlino.

Prima della finalissima di Coppa Campioni tra la Juventus e il Barcellona è stata scattata questa simpatica foto, inviata dal nostro amico Raf, presente allo Stadio Olimpico di Berlino, in Germania.
Raccogliamo i suoi saluti e lo aspettiamo al Canada per il prossimo campionato che vedrà il Magico Cervo in campo a difesa di questi colori.

A Berlino si è, però, celebrata una finalissima del calcio moderno.
Coreografie già pubbliche sui giornali prima della gara, fatte da studi pubblicitari, tifosi che sembravano finiti, disegnati al computer. Le curve erano colorate ed il tifo è stato discreto, calcolando il numero impressionante di occasionali presenti nei settori riservati alle tifoserie, più o meno, organizzate.
La cosa che più ci ha colpito è, invece, il settore centrale.
La tribuna era finta?
Tutti seduti, senza bandiere, senza anima, senza vita.
Un calcio che non ci appartiene e che viene pianificato a tavolino da chi investe soldi e ricava profitti in questo mondo.
Vedere quella maglietta UAC allo Stadio Olimpico, quindi, ha anche un significato sottile e controcorrente.

La passione e l'amore pulito che può sviscerare il nostro amato Audax Cervinara non ha paragoni.
Almeno in queste categorie c'è ancora quella libertà che l'odiato calcio moderno ha spento, per accendere televisori con partite finte a pagamento, dove poter scommettere anche durante i 90 minuti.
Altro che tifo, passione e goliardia.

Avanti ULTRAS AUDAX CERVINARA, ultimo anelito di libertà!



Lo Stadio

L'Olympiastadion Berlin (in italiano stadio Olimpico di Berlino) è il principale stadio di Berlino. Sul luogo dove sorge sono esistiti due stadi, quello attuale ed uno precedente che avrebbe dovuto ospitare i mai disputati Giochi della VI Olimpiade. 
L'impianto, situato nella Berlino occidentale, è stato costruito per le Olimpiadi del 1936 e inaugurato all'inizio dei Giochi. Progettato dall'architetto locale Werner March, ospitava inizialmente 100.000 persone. Ospita l'Hertha Berlin dal 1963, anno di fondazione della Bundesliga, ed è stato l'impianto più grande tra quelli utilizzati per il Mondiale FIFA 1974, quando ha ospitato tre partite. 

Quando i Giochi della XI Olimpiade vennero assegnati a Berlino, inizialmente fu progettata una ristrutturazione del Deutsches Stadion. Comunque, con l'ascesa al potere del partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, che riconobbe il prestigio dei Giochi olimpici, fu ordinata la costruzione di uno stadio nuovo sullo stesso sito. 
L'Olympiastadion venne costruito tra il 1934 e il 1936, come parte della nuova Olympischer Platz, e aveva spazio per 110.000 spettatori. L'impianto, nei primi anni 2000, venne sottoposto a dei lavori di restauro che terminarono nel 2004. L'8 settembre dello stesso anno, lo stadio berlinese venne nuovamente aperto al pubblico. 
Per festeggiare la riapertura dell'Olympiastadion la federazione tedesca organizzò una partita amichevole fra la Germania ed il Brasile. Nel 2006 è stato teatro della finale del Campionato del mondo di calcio. Attualmente può contenere ben 74.400 posti ed ospita le partite interne dell'Hertha Berlino, squadra militante nella Bundesliga. 
Ieri sera ha ospitato la finale della Coppa dei Campioni.
*fonte wikipedia

sabato 25 aprile 2015

interviste_uac Angelo Marchese




Angelo Marchese, fotografo professionista Cervinarese, ha allestito una mostra fotografica sui 100 anni di sport a Cervinara. CervinarAudace lo intervista per portare all’attenzione delle nostre lettrici e dei nostri lettori questa iniziativa di spessore. Purtroppo, la mostra permanente non è stata aperta a tutto il pubblico a causa del divieto imposto dal capocantiere, anche se “qualcuno” ha avuto l’onore di entrare.

Buona lettura a tutte e tutti i lettori di questo sito che continuerà le pubblicazioni anche se il campionato è finito. L’Amore per questa Maglia non conosce soste.

d- Angelo,  come nasce questa interessante idea?
r- Sono anni, ormai, che la mia passione fotografica mi ha portato a ricercare immagini del nostro passato. L'occasione per mostrare ai tanti cervinaresi, specialmente giovani, queste immagini, è stata l'inaugurazione del Palacaudium, che sarà centro di aggregazione sportivo della città e di tutta la Valle Caudina.

domenica 15 febbraio 2015

personaggi_uac



I veri personaggi della settimana sono le ragazze ed i ragazzi del gruppo di ballo popolare che hanno allietato la domenica calcistica allo Stadio Canada.
Bentornata 'Ntrezzata!

venerdì 6 febbraio 2015

mercoledì 28 gennaio 2015

personaggi_uac



Personaggi_uac/Cervinaresi in Svizzera!

Anche in Svizzera ci sono Audaci Seguaci, che per lavoro sono emigrati all'estero, pur restando legati indissolubilmente con l’amata Cervinara. Andrea è uno dei primi UAC e vederlo lottare con la Virtus 1961, umile e simpatica società nata nei primi anni 60, è una soddisfazione per tutta la Cervinara Ultras. Dalle gradinate è passato al rettangolo verde di Liestal, una ridente cittadina in Svizzera, nonché capitale del Canton Basilea Campagna. La squadra è l’Associazione Virtus Liestal, nata nel 1961.
La foto pubblicata risale alla vittoriosa stagione 2013-14 che ha permesso ai Granata di conquistare la Quarta lega dopo una grande cavalcata in Quinta lega. La squadra ha chiare origini italiane e nel logo spicca il Tricolore. Da qualche anno, quindi, c’è un pizzico di Cervinara nei Virtussini del Canton Basilea, grazie alla grinta del calciatore_uac, cresciuto nel PSV. Non in Olanda ad Eindhoven, bensì nel popoloso Parco San Vito. Il messaggio che arriva da centinaia di chilometri, tramite il nostro sito, è chiaro: Sempre ed ovunque FORZA CERVO!

Ndrè, ti aspettiamo al Canada ed in giro per gli stadi della Campania, come al solito a difesa dei nostri Colori. Sulle gradinate, ovviamente, con la pezza UAC SVIZZERA!

per informazioni: http://www.acvirtus.ch/