venerdì 16 gennaio 2015

avversari_uac



Prossimo turno/ Usd Virtus Avellino 2013

I Virtussini sono stata la novità di questa prima parte della stagione. Belli, colorati e goliardici hanno iniziato molto bene il campionato, per poi vivere un calo di pari passo con la squadra in maglia BiancoVerde, stile scozzese, alla Celtic Glasgow o all’UeSse di fine anni 90. Nonostante la qualità del gruppo, c’è stato un netto calo della neonata tifoseria che gioca le gare casalinghe nel popoloso Rione San Tommaso. Contestazioni, pessimi risultati e altri fattori hanno ostacolato l’esplosione di una realtà interessante del panorama dilettantistico irpino. Scanzonata e casuale.
A Cervinara ci fu una splendida accoglienza per gli Avellinesi, con tanto di striscione esposto nel settore ospiti. La loro fu una bella prova, che non deluse le attese. Molto colorati con bandierine tricolori dalle varie tonalità di verde e il bianco al centro. Sempre al vento la bandiera con il Lupo stilizzato della società nata nel 2013. Ottimo il rapporto di rispetto reciproco tra le fazioni, anche perché per anni le gradinate calpestate erano le stesse, ossia quelle della Curva Sud del vecchio Stadio Partenio e degli altri impianti sportivi della Penisola. Anche le nuove generazioni hanno spesso la doppia fede Cervinara&Avellino per appartenenza al territorio e amore per il Lupo, simbolo di tutta la Verde Irpinia. Infatti, domani l’atmosfera sarà molto carica di rispetto & gradazione alcoolica, aldilà della partita in sè. Sul fronte calcistico la neopromossa ha incassato ben 4 reti nell’ultima gara casalinga contro l’antipatico solofra. Pagano lo scotto di un campionato ostico come la Promozione, fatto di campi insidiosi e risultati da difendere con i denti.  Proprio contro i pezzari la squadra è crollata. La frattura con gli appassionati è evidente. Di buon auspicio, però, la presenza della pezza Senza ansia. E’ il caso di dirlo.
Noi di CervinarAudace auguriamo lunga ed esagerata vita ai Virtussini e a tutti gli Ultras d’Italia.

La scheda
Squadra: Usd Virtus Avellino 2013
nome gruppo: “Virtussini”
anno fondazione: 2013
colori: bianco verde
amicizie: Aiello del Sabato (Av)
rivalità: Solofra e Oratorio Don Guanella Secondigliano (Na)
politica: apolitici
Stadio: Annino Roca
Città: Avellino
sito: http://www.usdvirtusavellino.it/

TUTTI AD AVELLINO!



mercoledì 14 gennaio 2015

storiAudace/Lo Stadio Canada



StoriAudace/2 Lo Stadio Canada

Lo stadio Canada è nel cuore dei Cervinaresi, questo è un dato di fatto.
L'amore per questi colori e questa Maglia è la spinta in più che da decenni caratterizza la tifoseria Cervinarese.  O camp spurtiv è un pezzo importante della storia recente di tutta la comunità, non solo sportiva. Ci sono stati i pienoni da quasi 2mila presenze, medie elevate di spettatori, anche se legati fin troppo al risultato e dal palato calcistico fino.
La struttura nacque con il contributo economico degli emigranti Cervinaresi negli anni 70, da qui il nome Canada, in onore a impegno e sacrificio d’oltreoceano.
Verso la fine degli anni 80 vennero demolite quelle prime gradinate per un nuovo progetto. Prima c'era anche l'ingresso opposto alla tribuna centrale. Il settore aveva meno scalini, ma ebbe l'onore di ospitare l'U.S. Avellino nel primo anno di Serie A (78-79). C’era il compianto Capitano Adriano Lombardi a cui è stato dedicato lo Stadio Partenio di Avellino. Per un torneo dei bar addirittura si esibì Josè Dirceu, ex stella dell'U.S.Avellino, del Napoli preMaradona, dell’Hellas Verona e della nazionale brasiliana, con cui disputò 4 mondiali. Lo zingaro del gol è tragicamente morto in un incidente nel 1995. Ad Eboli lo stadio dei nostri fratelli è dedicato a Josè. Il numero dieci giocò anche con l'Ebolitana, prima di abbandonare l'Italia.
In quegli anni senza gradinate, ma con i lavori perennemente in corso, nacque questa generazione di Ultras, che è cresciuta pari passo al movimento. Nella stagione 89-90 l'Audax Cervinara di Zio Giggino & Biagione disputava il campionato di seconda categoria e nelle ultime gare un gruppo di piccoli ribelli Cervinaresi, età media 10/11 anni, si armarono di ingegno e con le tavole di ponta (servivano per le impalcature dei pilastri di cemento) costruirono un mini settore, all'altezza dell'odierna uscita di sicurezza della curva.
I giovanissimi dei quartieri Maranni, Renazzo, Piazza Trescine, Scaccani e Piscimari si fregarono uno striscione della famosa fiera di Cervinara del 1988 e sulla pezza scrissero Ultrà Cervo.
Ma questa è un'altra storia.
Torniamo a quella del Canada. Lo scheletro di cemento armato venne costruito nel 1991 e anche se assolutamente non a norma, la società aveva il permesso per disputare le gare casalinghe in un Canada ruspante di passione.
Abbiamo aspettato fino al 1992 per vedere ultimato il gioiello dell'epoca. Il più bello in assoluto per le categorie. Quasi 700 posti a sedere, sediolini rossi numerati da grande stadio.  Comodi e un po' larghi l'uno dall'altro. In un derby contro la Polisportiva San Martino, perso in casa per 3 a 2 con un euro gol dell'ex Boccolino, il pubblico del Canada si inferocì per difendere la bomboniera. Gli ospiti staccarono una ventina di sediolini e li lanciarono in campo. Ovviamente, ci furono scaramucce a fine gara tra le opposte fazioni. Era il gustoso calcio d'altri tempi. Molti non hanno vissuto in queste categorie, agonisticamente spettacolari, in campo e fuori.
Attenzione, non è la prima volta che il Canada cambia colore (vedi foto).
Il primo settore ad essere verniciato nel 1992 fu il lato sinistro a strisce bianco azzurre. In alto c’era scritto ultrà, nel lato inferiore Siamo tutti con voi olè e Fedelissimi Ultrà al posto degli striscioni, un po' come i Forever Ultras del Bologna e i Freak Brothers che hanno gli striscioni dipinti come murales, una sorta di striscione perenne, contro le norme restrittive impossibile da rimuovere o autorizzare.
A Cervinara invece campeggiava la scritta profetica dei Fedelissimi: "oggi un nome domani una leggenda".
Nel 1996 l'Audax Cervinara Club Fedelissimi "Gaspare Taddeo & Tonino Alfieri", con a capo il Maestro Carminuccio, dipinse tutte le gradinate da cima a fondo con una scritta enorme, in alto, FORZA AUDAX CERVINARA. Anche in quel frangente venne al Canada l'U.S.Avellino del Commendator Antonio Sibilia, lo storico presidente per antonomasia dei Lupi da poco scomparso. Cervinara ospitò Bruno Pace in panchina e calciatori come Pasquale Luiso e Giuseppe Castiglione, tra i tanti.
Gli spalti erano scoperti e le reti al gol spesso venivano giù, come in un Audax - Juve Circello. Da 2 a 0 per gli avversari a 3 a 2 per il Grande Cervinara. Rete divelta e boato avvertito in tutta la Valle Caudina, peggio di una bomba atomica. Il tifo era impressionante.
Solo con il tempo siamo arrivati ad una struttura coperta, bella ed imponente. Le condizioni in cui versa lo Stadio Canada sono sotto gli occhi di tutti, ma qualcosa si muove e ci sono speranze concrete per il futuro prossimo e per i tanti piccoli e grandi atleti che ne usufruiscono.
Per ora a migliorare il Canada ci pensano gli Ultras Audax Cervinara.
Stanno lavorando all'abbellimento delle scalcinate gradinate, rovinate dalle nevicate.
Poche parole tanti fatti.
Pure questo è un dato di fatto.

Avanti UAC!

video_uac



Lo Stadio Canada a colori.
Qui il servizio di UserTv:
http://www.usertv.it/2015/01/14/lo-stadio-canada-a-colori/


martedì 13 gennaio 2015

personaggi_uac



Personaggi_uac

Oltre ottomila visite da tutto il mondo. Ringraziamo tutti "i personaggi" che dalla Francia al Cile, passando per Svizzera, Stati Uniti, Polonia, Spagna, Polonia,Federazione Russa e Malta hanno visitato questo sito, nato dalla passione della Cervinara Ultras.

Grazie a tutti Voi.
Ultras LIBERI.

mentalità_uac



domenica 11 gennaio 2015

Il Curvometro Cervinarese/ XVII giornata



Il Curvometro Cervinarese
XVII giornata Campionato Regionale Promozione Girone C
A.Cervinara 1935- U.S. Serino 1928 (2-1)

Lo stadio “Canada” è indisponibile per questa prima gara casalinga del 2015. La neve lo ha reso impraticabile e la partita si disputa sul neutro di San Martino Valle Caudina, il famoso “Pignatelli” che ospitò anche un concerto di Vasco Rossi, nei primi anni 90.
Il clima in settimana è tranquillo, si pensa al gruppo e c’è grande rammarico per il Canada in quelle condizioni. Purtroppo, è una situazione molto complicata e legata alla burocrazia, ma è necessario rifare il terreno di gioco, o meglio regalare alla tifoseria e alle società un manto erboso degno del blasone BiancoBluAzzurro. Sappiamo che i costi sono elevati e che l’amministrazione ha ben altri problemi da risolvere, però a Cervinara l’amore per il calcio è sproporzionato e merita attenzione. La tifoseria aggrega tanti giovani e gli investimenti non mancano. Basterebbe questo sforzo e qualche lavoro semplice, tipo il settore ospiti opposto e la curva coperta per gli Ultras. Non a caso gli UAC presenti nella curva del Pignatelli hanno srotolato uno striscione amaramente goliardico, “Manto erboso, sogno morboso”, proprio mentre i ragazzi in campo lottavano su un campo del genere. Che bello è quando esco di casa per andare allo stadio a vedere il Cervo è stato il coro di accompagnamento. Anche se contro il Serino 1928, senza tifosi al seguito, questa domenica si rivela importante per il gruppo.  Passano in secondo piano la classifica, l’avversario ed il risultato. Una trentina di Audaci Seguaci partono da Piazza Trescine, un po’ per scaramanzia, alle 13 e 12. Arrivati poco prima del fischio d’inizio e posizionati gli striscioni, gli Ultras Cervinaresi offrono una bella prova, che di questi tempi vale tanto. Compatti e colorati, cantano in maniera massiccia e danno quella spinta in più agli atleti. La squadra incassa la rete del vantaggio degli ospiti. Il Serino 1928, che oggi  indossa la nostra divisa, gonfia la rete e festeggia. Increduli le decine di tifosi in tribuna. La risposta degli UAC è chiara:Noi Mai domi, come rimarca un altro striscione esposto nell’arco di questa grigia e ventilata seconda di ritorno del girone C di Promozione.
I cori non sono lunghi, ma secchi e potenti. Molti a rispondere e assente il tamburo, abilmente sostituito dal bonghetto di Masa. Oltre al solito repertorio per i diffidati e per spingere la maglia verso la vittoria, ecco che dallo spicchio di gradinate occupato dai BiancoBluAzzurri parte un nuovo coro, eseguito molto bene. Prima fatto a rispondere e poi intonato alla grande: Un giorno all’improvviso, mi innamorai di te, il cuore mi batteva non chiedermi perché. Di tempo ne è passato ma sono ancora qua e oggi come allora io tifo Cervo alè alè alè sei tutto per me. Un calo c’è stato ad inizio secondo tempo, ma è stato superato anche grazie all’agonismo dei ragazzi che oggi indossavano la maglia color arbitro moderno. Belli i Tricolori degli R.U. sventolati costantemente.
La vittoria arriva allo scadere, dopo mille occasioni fallite. Finalmente si torna ad esultare in questa stagione di merda. A fine gara la squadra ringrazia gli Ultras e viceversa. Ora si pensa già alla trasferta allo stadio Roca di San Tommaso contro la Virtus Avellino. Si prevede un manipolo rumoroso per conquistare tre punti e guardare avanti. Altri chilometri a difesa di uno stile. Noi mai domi!

Voto Finale:7+
La curva come quella di oggi valorizza il gruppo. Bella prova.
Voto Canoro:7,5
Cori secchi, nuove canzoni e un dale Cervo coinvolgente. Lo zoccolo duro non delude le aspettative.
Striscioni esposti:
Ultras Audax Cervinara - Rebels Ultrà 1993 - Zona Audax -
Curiosità:
Preso di mira il tecnico avversario, un protagonista di serie superiori. Dopo aver ripetuto 3 volte il suo nome è partito un sei bellissimo, sei bellissimo che ha fatto sorridere tutto lo stadio. Attimi di tensione a fine gara, ma nulla da segnalare se non la voglia di vincere di tutte le componenti.

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Guarda il servizio di USERTV
buona visione:
http://www.usertv.it/2015/01/11/cervinara-vs-serino/

sabato 10 gennaio 2015

venerdì 9 gennaio 2015

mentalità_uac



Opposta Fazione

"....Emerge la mentalità opposta dell’ultras moderno, ribelle alle regole imposte da un sistema di vita ormai privo di ideali.
L’ultras opposto non ha miti né fa di un gioco una ragione di vita, ma di certo sfrutta il palcoscenico che una partita di calcio offre per tirare fuori lo spirito ribelle che è in lui, per gridare al mondo che non scenderà mai a compromessi con nessuno.
L’ultras è opposto perché opposta è la vita che conduce: schiavo di niente e di nessuno, combatte l’arroganza di chi indossa la divisa e l’ipocrisia di certa stampa in malafede.
Ecco dunque chi è oggi l’ultras opposto, alfiere di una bandiera che è inesauribile fonte di ribellione".



(da una lettera a Supertifo - 1991)

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Prossimo turno/ Serino 1928

L’Unione Sportiva Serino 1928, dopo una serie consecutiva di campionati in Eccellenza, si ritrova a ridosso della griglia utile per gli spareggi promozione, a pari punti proprio con il nostro Cervinara. Promosso nel 2006/07 in Eccellenza arriva a giocarsi lo spareggio in serie D grazie ai 51 punti conquistati nella stagione successiva. Gli Irpini vennero però sconfitti al primo turno dalla Real Ebolitana. L’anno dopo i ragazzi in maglia biancoazzurra, seguiti da centinaia di tifosi, almeno in casa e sporadicamente in trasferta, riescono a salvarsi nello spareggio salvezza contro il Mons Taurus, vincendo per ben 4 a 1. Una salvezza nel 2009/10 con ben 37 punti racimolati e il crollo nel 2010/11. Nel 2011, infatti, il Serino abbandona l’Eccellenza con soli 22 punti e chiude la classifica come fanalino di coda. Da allora è in Promozione, ma l’entusiasmo della piazza si è spento.
Da segnalare qualche episodio contro il Vico Equense, ma non tra sostenitori, bensì tra le società che addirittura hanno messo in mezzo i rispettivi legali per la questione biglietti e ospitalità: Il Serino non ci sta. La società presieduta da Tedeschi risponde alle accuse apparse sul sito ufficiale del Vico Equense. La compagine partenopea al termine dell’incontro disputato nello scorso week-end al ‘Mariconda’ e terminato con il risultato di 0 a 0, ha rivolto addebiti a dir poco pesanti nei confronti del sodalizio biancoazzurro. Quando l'estensore dell'articolo riferisce di "un Serino poco ospitale, e che ciò che più fa notizia è il pessimo atteggiamento del Serino Calcio nei confronti della società vicana e dei suoi sostenitori, costretti a pagare ingiustamente un biglietto maggiorato di prezzo rispetto agli spettatori locali, il tutto su ugual tribuna e senza accrediti addirittura anche per lo stesso staff tecnico del Vico. La società Vico Equense prima di essere stata ospitata a Serino è stata lo scorso settembre poco ospitale nei confronti degli oltre 70 tifosi, dirigenti e calciatori provenienti da Serino. In quella occasione, infatti, a nessun serinese fu consentito di assistere alla gara dal momento che l'intera comitiva irpina venne sistemata in un "gabbiotto" dal quale era visibile poco più della metà campo. Ma non solo. A dodici donne giunte da Serino la società Vico Equense fece pagare l'intero biglietto pari ad 8 euro cadauno che fu successivamente risarcito alle interessate dal nostro presidente Tommaso Tedeschi al pari del biglietto di ingresso fatto pagare ad altri tre calciatori del Serino. Per questa ragione, il poco ospitale Serino non ha fatto altro che "ricambiare solo parzialmente" la pessima accoglienza ricevuta a Vico Equense concedendo tuttavia l'ingresso gratuito allo stadio alle donne provenienti da Vico Equense. La società U.S.Serino 1928, come sempre accaduto in 80 anni di storia, conferma che alle falde del Terminio, al pari di quanto sostenevano gli antichi greci, l'ospitalità per nostra stessa natura è sempre stata e sarà sacra.
Ecco uno pezzo riferito agli spareggi vinti per restare in Eccellenza: Dieci maggio 2009. Una data che resterà nella storia dell’US Serino 1928 e nel cuore dei suoi tifosi. Circa ottocento quelli presenti domenica allo stadio Mariconda per assistere alla gara dei playout del campionato di Eccellenza. La coreografia era quella delle grandi occasioni. In cielo svettavano bandiere biancocelesti, mentre i cori del pubblico incitavo i giocatori in campo. E loro non hanno tradito, regalando l’emozione di una vittoria per 4-1 sul Mons Taurus Montoro e conquistando la salvezza.
Il tifo serinese è legato ai risultati, quindi occasionale e soprattutto non organizzato.

La scheda

Squadra: Unione Sportiva Serino
anno fondazione: 1928
colori: bianco azzurro
amicizie: /
rivalità: Vico Equense (Na)
Stadio: S. Mariconda
Città: Serino (Av)

mercoledì 7 gennaio 2015

Il Curvometro Cervinarese/ XVI giornata



Il Curvometro Cervinarese
XVI giornata Campionato Regionale Promozione Girone C
Solopaca Morcone - A.Cervinara 1935 (1-4)

Il 2015 si apre con la trasferta a Solopaca, una gara che crea scarso interesse nella tifoseria Cervinarese, che però non molla ed è presente con il solito Zoccolo Duro. Una ventina di UAC si ritrovano nella centralissima Via Roma e partono alla volta del centro sannita conosciuto per il vino, non certo per il calcio minore. La Cervinara Ultras paga le dulusioni del 2014 e numericamente si tocca il fondo. La qualità e lo stile, invece, fanno la differenza. Dopo litri e litri di ottimo vino si giunge allo stadio comunale e inizia il sabato degli Ultras. Cori continui, battimani e inni lunghi e ritmati fanno da sottofondo alla gara degli atleti in maglia biancoazzurra. Qualche tarantella all’ingresso, con una donnina alla porta, e polemiche con la società di casa che definisce gli UAC indecorosi. In campo la partita non ha storia, vista la manifesta inferiorità della compagine in casacca viola. Il nuovo anno vedrà gli Audaci Sostenitori al fianco della società fondata nel 1935, nonostante i malumori che serpeggiano nel tifo organizzato. La speranza è l’ultima a morire e si aspetta una svolta in questo girone di ritorno. Tra lo sventolio di bandiere e il sostegno irriducibile si chiudono questi primi 90 minuti di tifo, che sono continuati anche nell’intervallo. I soliti Cervinaresi hanno spessore e se ne fregano di tutto e tutti, classifica compresa.
La passione non conosce soste e con umiltà il gruppo continua a seguire ovunque quell’Amore chiamato Audax.

Striscioni esposti:
Ultras Audax Cervinara, Rebels Ultrà 1993, Zona Audax;
Voto Canoro:7
Pochi, ma Ultras.
Voto Finale:7+
Essere presenti con stile e mentalità. Queste sono le vittorie più belle.
Curiosità:
Tanti saluti da una delle tante cantine sparse sul territorio solopachese. Ottimo vino e squisita ospitalità. Dire agli UAC bevete quanto ne volete è stato un azzardo incredibile. I Fegati spappolati ringraziano.
(foto Ottopagine)

martedì 6 gennaio 2015

venerdì 2 gennaio 2015

avversari_uac/Polisportiva Solopaca



La rubrica Avversari continua la sua analisi delle tifoserie avversarie incontrate nella stagione 2014-15. Purtroppo, alcune squadre non hanno tifoseria o il tifo è scomparso con il tempo.
Ci divertiremo a parlare delle caratteristiche peculiari che presentano le cittadine avversarie degli Ultras Audax Cervinara. Fino ad ora abbiamo parlato soprattutto della storia delle varie compagini del girone C di Promozione e da questo pezzo parleremo del campionato in corso e del loro andamento.
Buona Lettura.

Prossimo Turno/ Pol. Solopaca Morcone

Vista l’assenza di tifoseria e di storia calcistica dei prossimi avversari vi copiaincolliamo la storia della festa dell’uva tratta da un articolo dalla Pro Loco sannita:
Parlare di Solopaca senza pensare all'uva, al vino, alla festa dell'uva è oggi praticamente impossibile. La coltivazione della vite affonda le radici in tempi antichissimi. E come sempre avviene per ciò che è antico e costante, al lavoro dei campi ed alla produzione del vino si sono intrecciati e collegati fatti ed eventi di vita quotidiana sopravvissuti in racconti, documenti, storie e leggende che hanno accompagnato la comunità solopachese lungo il corso dei secoli, dando spazio e forme a tradizioni, folclore, usi e costumi.

In questo clima, ha preso corpo e si è sviluppata la "Festa dell'Uva". La sua origine risale al '700 quando la Confraternita locale celebrava la Festa dell'Addolorata raccogliendo doni, soprattutto uva, trasportati su carri addobbati, per poi essere venduti in un'asta pubblica.

Caduta in desuetudine per un lungo periodo di tempo, la manifestazione è stata ripresa nel 1979 e continua ininterrottamente fino ad oggi.

Elemento fondamentale sono i carri allegorici, delle piccole opere d'arte, realizzati con chicchi di uva dai bravi maestri carraioli, che ogni anno, con fantasia, bravura e creatività riescono a comporre motivi, realizzare scene, interpretare soggetti e temi da proporre al pubblico, durante la sfilata, la seconda domenica di settembre di ogni anno. I carri d’uva di Solopaca sono un mirabile esempio di come un elemento naturale, l’uva, nelle abili mani di artisti artigiani diventi linguaggio, poesia, creatività cultura.

L’uva è la vera protagonista, i suoi chicchi vengono pazientemente incollati uno ad uno dopo un’accurata selezione per grandezza e sfumatura di colore per realizzare l’effetto policromo. Un tempo i carri venivano ornati con grappoli interi e dalla loro alternanza (bianchi e neri) si ricavava un effetto di chiaro-scuro. Il loro significato era votivo ed economico: l’uva venduta, il ricavato devoluto per la festa religiosa in onore dell’Addolorata la cui statua interamente ricoperta di grappoli apriva la sfilata. Il significato di rito propiziatorio è evidente e si riconnette agli antichissimi culti mediterranei rivissuti alla luce della spiritualità cristiana.

Oggi il significato è più laico ma non meno culturale. Il fine è quello di valorizzare il vino che in quanto derivato dall’uva è un prodotto naturale, ma in quanto frutto del lavoro umano è un tipico prodotto culturale. La manifestazione rappresenta, dunque, uno "spaccato" storico-sociale di una tradizione: l'offerta votiva di carri fatti d'uva a cui si è aggiunto un messaggio pubblicitario del prodotto: il vino D.O.C

Dal 1998 la Festa dell'Uva si è arricchita di un nuovo elemento: il Corteo Storico. Ispirato ai personaggi principali della famiglia ducale dei Ceva-Grimaldi che hanno governato Solopaca per circa due secoli (dal capostipite Cristoforo che acquistò nel 1574 il Feudo di Telese con la terra di Solopaca, fino all’ultimo discendente morto nel 1764), esso ripresenta e reinterpreta, anche in forma fantasiosa, personaggi e fatti di quel periodo.


Musici, gruppi folk, sbandieratori, addobbi, il tutto in uno scenario di costumi d'epoca creati per l'occasione da una comunità laboriosa che riesce, almeno una volta durante l'anno, a trovare un punto di incontro e a sentire il senso di appartenenza alla propria terra.