I Biancoverdi salernitani non hanno tifosi al seguito, nonostante la categoria e qualche fiammata d'amore, ormai sbiadita. La torcida verde del 2003 resterà un ricordo indelebile. Dello storico evento resta solo un
video rustico, da rivedere e ascoltare con piacere, ma nulla di più.
Il seguito e l’entusiasmo per la
società nata nel 1965 restano sogni nel cassetto. Riportiamo uno stralcio di un precedente pezzo per chiarire un particolare interessante:
La cosa che balza all’occhio sono i colori sociali. E’ raro
vedere salernitani in biancoverde o Irpini in maglia granata. La rivalità
storica tra l’Avellino e la Salernitana è recente, perché risale agli anni
Novanta. Prima erano in molti a venire al Partenio, quando il Cavalluccio
annaspava in serie C e i Lupi volavano in A. La storia narra che nel lontano
1965, quando fu deciso il logo della società raffigurante il campanile della
Chiesa di Faiano, fu incisivo l’impegno di don Giuseppe Salomone, parroco del
paese e tifosissimo dei Lupi Irpini. Quindi, visto che il Faiano prima giocava
sul campo sportivo del paese immerso nel bosco e che il parroco era di San
Michele di Serino, nonché grande appassionato dell'U.S. Avellino, si decise che
i colori sociali dovessero essere proprio il bianco ed il verde, per la gioia
di don Peppino.
Per l’ennesima volta il
settore ospiti dello Stadio Canada, intitolato a Roberto Cioffi,sarà desolatamente vuoto.
Continua l’assenza totale di tifo sulla sponda Biancoverde
di Pontecagnano Faiano. Pubblichiamo un reperto storico del tifo Faianese,
ossia il video datato 2003 che riprende una torciata ed il sostegno nella sfida
contro l’ostico Angri per l’accesso in Eccellenza.
L’entusiasmo per l’Unione Sportiva nata nel 1965 è calato
nel tempo ed è cresciuto per le “altre” Faiano. Riportiamo un interessante
pezzo di Ivan Romano sul derby minore tutto Pontefaianese tra Atletico e lo Sporting:
Prima Categoria, derby tra Atletico Faiano e Sporting
Pontecagnano è la sfida di Pontecagnano Faiano, una cittadina alle porte di
Salerno si divide nelle compagini in cui militano giovani del posto, alcuni anche
con curriculum interessanti. Sin qui una delle tante storie di calcio
dilettante che si possono raccontare nell'Italia pallonara eppure quello che è
andato in scena al Danilo Delle Donne di Santa Tecla, località del comune di
Montecorvino Pugliano, merita di essere descritto.
Partiamo dal campo sportivo. A Faiano, borgo collinare del
territorio di Pontecagnano Faiano, esiste da mezzo secolo uno
"stadio" il campo San Benedetto, ricavato in una insenatura del bosco
omonimo al confine con il comune di Montecorvino Pugliano.
Il campo è stato costruito spostando un torrente e spianando
i cento metri necessari per consentire ai giovani del posto di tirare calci al
pallone. Quello stadio ha vissuto altri derby, sempre in Prima Categoria,
quando Faiano era divisa tra bianco verdi - il Faiano che oggi milita in
Eccellenza - e i bianco celesti del Real, società poi scomparsa. Ma come spesso
accade quando l'uomo ci mette lo zampino e spinge la natura a nuovi corsi,
questa prima o poi torna a farsi viva, così qualche anno fa, il campo San
Benedetto ha subito un crollo. Il torrente Sette Bocche, acqua minerale che
meriterebbe una storia a parte, ha scavato fino a portarsi via un calcio
d'angolo, accorciando la lunghezza del campo diventato troppo corto per la
Prima Categoria.
Per questo motivo i ragazzi dell'Atletico Faiano, una
società fatta da ragazzi del posto, ragazzi in cerca di riscatto in un contesto
diventato sempre meno rappresentativo, sono costretti a sommare i sacrifici
dell'autofinanziamento, anche quelli di dover emigrare per allenamenti e
campionato, sul campo di un altro paese. Lo stadio a Santa Tecla, merita questa
definizione, finanziato con sagacia, è una parentesi di "sintetico"
sormontato da una tribunetta parzialmente coperta, a pochi metri da quello che
resta di una cava di pietra, una delle tante presente in zona. Così in un paese
ospitante, Faiano e Pontecagnano reclamano il diritto ad essere, lo fanno
attraverso due società simili, fatte da ragazzi, dalla voglia di riscatto e
divertimento. Atletico e Sporting sono nomi ispanici che segnano il desiderio
di guardare al mondo della passione.
La passione si è manifestata già nel derby di andata, quando
allo stadio XXIII giugno 1978 a Pontecagnano, lo Sporting s'impose 3 a 1
sull'Atletico, sugli spalti colori e fumogeni e il solito clima di
appartenenza, identità; che spesso serve a definire se stessi, escludendo gli
altri. La vigilia del derby di ritorno, si apre con le scaramucce che i tempi
moderni, affidano alle tastiere dei computer, sfottò, definizioni poco
signorili. Le società si schierano contro il pregiudizio, contro la perversione
di quel senso di appartenenza che spesso divide invece di unire. In questo
clima, dove il merito sportivo accarezza le sensazioni del calcio che conta, i
ragazzi di Faiano decidono di colorare gli spalti, lo fanno preparando una
coreografia che cita De Andrè partendo proprio da uno sfottò subito via
internet.
"Dai Diamanti non nasce niente, dalla merda nascono i
fior" e al centro degli spalti, dopo il disegno di una "cacca"
emerge un fiore con in mezzo lo stemma della società e i numeri dei calciatori
in campo, "sono 12 - spiegano i tifosi dell'Atletico - perchè il tifo, il
mondo ultras, è il dodicesimo giocatore". Ma una partita di calcio,
unifica realtà differenti, realtà che spesso non appartengono al mondo che
scende in campo, così sugli spalti, nasce un alterco verbale, una discussione
animata in stile "bar dello sport" proprio mentre i fumogeni coprono
la coreografia e le squadre entrano in campo. Proprio mentre i ragazzi di
Faiano, quelli che sono sugli spalti, danno senso al lavoro di giorni con
pennelli, colla, forbici. Ore di aggregazione, di fantasia, di citazioni
musicali, ore nelle quali i protagonisti della discussione verbale, per fortuna
non degenerata in qualcosa di più pesante, di inutile, di vergognoso, non si
sono visti, ma che hanno rischiato di ingrigire i colori di una giornata
meravigliosa. Il grigio però è spazzato via, i tifosi, gli ultras, quelli che
hanno intonato cori e colorato striscioni e stendardi, bacchettano i
protagonisti dell'alterco e questo avviene contemporaneamente ad un gesto dei
22 ragazzi in campo che posano assieme per le fotografie, come in una partita
del cuore, a ranghi misti davanti allo spettacolo della coreografia faianese.
Tutto torna normale, tutto rientra nel grande gioco dello
sport, i circa 300 spettatori del Delle Donne - circa 30 ospiti - si lanciano
nell'emozioni dei novanta minuti, lo fanno dimenticando le divisioni, lo fanno
mescolandosi in un evento comune, perché anche se ignorano le dinamiche, sono
tutti parte di un rito unico, antico come gli spettacoli dei gladiatori o come
i riti tribali dei cannibali delle Isole Trombiand che cibandosi del nemico, si
avvicinano ad esso.
La partita finisce, i granata di Faiano, l'Atletico dei
Picentini, in campo con le casacche bianche, batte per 3 a 2 i giallo blu di
Pontecagnano lo Sporting di Picentia schierato con le maglie granata, sugli
spalti qualcuno festeggia, qualcuno no.
Novanta minuti sono brevi, spesso troppo lascivi di quel
tempo nel quale nasce il fenomeno ultras, appartenenza, identità, desiderio di
grande riscatto, dove ogni singolo individuo diventa trecento.
La Faiano Biancoverde spuntò alla ribalta regionale, qualche anno fa, in occasione di
Nocerina -Faiano 1965 a causa di un arbitro ultras. Il direttore di gara in questione era un Ultras granata, immortalato in una foto sotto la Sud di Salerno e la sua designazione scatenò, ovviamente, un putiferio a Nocera. Questa scelta scellerata, secondo gli addetti ai lavori, avrebbe potuto favorire proprio il Faiano 1965.
Sembra una barzelletta, ma non lo è:
Questa mattina il Comitato Campania ha ufficializzato gli
arbitri che dirigeranno la prima giornata del campionato d’Eccellenza campana.
Per il debutto del nuovo Città Di Nocera contro il Faiano al San Francesco
arbitrerà Roberto Russo della sezione di Salerno. Se si cerca sul web è
possibile trovare una foto dell’arbitro in versione ultras. La gara
“incriminata” è quella della Salernitana e il direttore di gara posa in stile
ultras in ginocchio sotto la curva sud. Chissà i tifosi molossi cosa penseranno
di questa scena, molto probabilmente non dormiranno sogni tranquilli.
Il nuovo anno si apre con la trasferta a Pontecagnano, la
seconda di questa stagione per gli Audaci Seguaci. Non si registrano novità all’interno
della tifoseria salernitana e lo stadio XXIII giugno 1978 sarà popolato da una sparuta presenza di semplici spettatori.
Riportiamo, però, un pezzo di Retesette sugli scontri,
con tanto di lama, che avrebbero visto in prima linea proprio i pochi intimi rossoblu nella stagione 15/16:
Attimi di tensione durante la gara valida per il campionato
di Promozione girone D tra il Cannalonga e la Picciola, capolista del torneo.
Durante l’intervallo, infatti, è nato un parapiglia tra alcuni rappresentanti
delle due tifoserie che occupavano la stessa tribuna dello stadio “Morra” di
Vallo della Lucania. L’intervento dei carabinieri della locale compagnia ha
riportato la calma. Alcuni sostentitori del Cannalonga, però, hanno denunciato
la presenza di un coltello che sarebbe stato tirato fuori da qualche tifoso
della compagine ebolitana. Due supporters della Picciola sono stati portati via
dal campo dai militari. Per la cronaca la gara è terminata 2 a 0 per gli
ospiti.**
Tutto era pronto per sospendere, a malincuore, le attività
del gruppo a data da destinarsi a causa di molteplici fatti interni al gruppo.
L’indiscusso capo ultras Presiello si era fatto da parte dopo cinque lunghi
anni ed il ciclo UAC sembrava essere arrivato al capolinea. Quasi in
contemporanea i “vecchi” Rebels si sono defilati, non sciogliendosi sia chiaro,
ma restando “congelati” in attesa di tempi migliori. La Zona Audax è ridotta
all’osso a causa dell’esiguo numero di attivisti e da un paio di stagioni
vivacchia senza sussulti.
La Brigata Trescine, al centro della balaustra contro il
sorrento, al momento è ferma in attesa di sviluppi o svolte
significative.
Serviva uno scossone per destare tutto il Movimento, forse
appagato dai grandi traguardi tagliati tra maggio e giugno di questo
indimenticabile 2017.
Nel bene e nel male.
La struttura interna degli UAC venne messa in piedi con ben
quattro colonne alla base. Rebels, Brigata Trescine, Zona Audax e Nuovi
Ribelli. Proprio questi ultimi, attivi già da sette anni, erano nati per dar
vita al “gruppo” della meglio gioventù Cervinarese.
Sempre presenti, anche loro
tra alti e bassi, hanno macinato tantissimi chilometri con i più grandi ed
oggi stanno prendendo le redini in mano.
La realtà Cervinarese odierna vive un
ricambio generazionale unico nella sua lunga storia.
Ad Agropoli e a Palma Campania era uscita allo scoperto la situazione
difficile che attraversava la Cervinara Ultras. Quando stavano per apparire i
titoli di coda o quasi dell’avventura targata Ultras Audax, ecco la reazione
delle nuove leve.
Un fulmine a ciel sereno in quel di Pontecagnano ha riscritto
la storia del Cervo sulle gradinate.
Poco più di una dozzina di giovanotti
hanno raggiunto il Campo Crudele che ospita le gare del Faiano per tifare e
stare insieme. Le pezze appese sono il segnale che in molti si aspettavano.
Cervinara prima di tutto, Nuovi Ribelli e daspo volant ultras manent a firma
UAC.
I cori e i battimani di quei piccoli pazzi hanno lasciato a
bocca aperta anche la trentina di tifosi Cervinaresi sparpagliati lungo il settore ospiti.
Il tifo per l’Audax non è morto.
Il rispetto per i diffidati e la voglia di vivere la partita
in maniera differente hanno aperto un nuovo ciclo per tutta la tifoseria. In
preventivo ci sono tantissime difficoltà da superare, ma visto che ognuno ha
scelto la propria strada, si devono rispettare tutte le scelte, sia di chi ha
preso tempo, sia di chi non ne vuole sapere più nulla, sia di coloro che
vogliono mettersi in discussione e continuare questa AvventurAudace.
In campo la squadra non vince più. Abituata a giocare sempre
in dodici, sente la scollatura con l’ambiente più caldo del mondo
biancobluazzurro.
Contro i biancoverdi salerntani è pari. Due a due e tutti a
casa. Nelle ultime quattro giornate ben tre pareggi e una sconfitta macchiano
una terza posizione divisa con l’odiato sorrento. I rossoneri sono reduci, invece, da quattro
vittorie consecutive. Da fanalino di coda sono passati nei quartieri alti del girone B di Eccellenza in un mese.
La prossima sfida casalinga sarà ancora a porte chiuse. Gli
strascichi del dopo sorrento sono ancora visibili, ma l’ennesimo divieto di
accesso allo Stadio Canada Roberto Cioffi non fermerà il cuore di intero paese
che ha dimostrato di amare questi colori nei momenti vincenti.
A nostro avviso è nelle difficoltà che si vede l’amore puro
e disinteressato.
Per ora si vive alla giornata, con molta umiltà ed un pizzico
di speranza in più dopo l’eclatante gesto dei Nuovi Ribelli.
Voto finale: 7+
Per il valore della presenza in trasferta visto il frangente
buio delle ultime settimane.
Voto canoro: 6+
Buon primo tempo e crollo nella ripresa.
Striscioni esposti:
NUOVI RIBELLI, CERVINARA PRIMA DI TUTTO, DASPO VOLANT ULTRAS
MANENT UAC
Curiosità:
Snobbati gli ottavi di Coppa Italia a Solofra. Una cosa è
sicura: c’è molto da lavorare per mantenere un livello degno del nome.
Assenza totale di interesse e di sostegno per i Biancoverdi
salernitani nati nel 1965. L’anno scorso l’Audax strappò i tre punti con un
buon numero di sostenitori presenti al Campo Crudele di Pontecagnano.
Spareggio per la Serie D – Semifinale Regionale turno unico
Battipagliese - Audax Cervinara 1935 (0-3)
La storia bussa alle porte dell’Audax, ma il destino infame le
lascia chiuse proprio alla Cervinara Ultras e a tutti gli innamorati dal 1935.
Questo
è un Curvometro senza commento al tifo sulle gradinate a causa dell’assenza
forzata degli UAC. Un divieto preventivo che ha daspato, in un sol boccone, tutti
gli Ultras, tifosi, sportivi e gemellati. Niente, per questa partita di
spessore non c’è stato il sostegno per gli Uomini dell’allenatore Pasquale
Ferraro. Cervinara non aveva mai assaggiato, prima d’ora, una sanzione del
genere, in una gara di calibro regionale. L’accesso all’orribile Pastena, a
sette chilometri da Eboli, diventa un miraggio per gli sportivi, un’ossessione
per gli UAC e una gallina dalle uova d’oro per le tante testate giornalistiche
di settore, che gonfiano il caso per creare un clima artefatto.
L’ordinanza definitiva è una gelida doccia scozzese per l’Audax
del Presidente Joe Ricci.
Neanche il tempo di esultare dopo la gara casalinga
con l’Ebolitana, per il traguardo raggiunto, che arriva la famosa telefonata che
confermava l’apertura del settore ospiti.
L’entusiasmo della Piazza Cervinarese
è contagioso e la mobilitazione prende forma.
Quattro o cinque torpedoni e tantissime
macchine pronti ad invadere l’ex frazione di Eboli.
Sembra di rivivere le ore
che hanno preceduto la carovanAudace di Marcianise dello scorso maggio.
Trasferta esemplare, maturità e mentalità, che però non hanno fatto cambiare
idea a chi gestisce questo calcio.La motivazione ufficiale è semplice. Non c’è l’agibilità
della struttura, o meglio di quel settore. Calcinacci pericolosi, dicono.
Si
scatena il putiferio mediatico. Cervinara vuole esserci ad ogni costo e iniziano
gli appelli di Ultras, Presidente e Sindaco tutti uniti, affinché si possa coronare un sogno.
Il divieto resiste e
in questo clima spuntano anche due comunicati a firma del
Direttivo UAC che sottolineano la volontà di voler assistere alla partita, la
sfida più importante 82 anni di storia.
E’ stato diffidato, in maniera preventiva, un intero popolo.
Beffati tutti quelli che hanno macinato
chilometri e salute al seguito di una Maglia, per difendere il nome della
Città, il blasone dell’Audax e l’onore della Cervinara Ultras. Ci hanno negato una gara dal sapore unico anche grazie al
sostegno dei nostri fratelli Ebolitani, neopromossi in serie D. Addirittura l’informativa delle fdo precisa che lo storico gemellaggio con l’Ebolitana
è il vero motivo della daspata comunitaria. Essere gemellati è un nuovo reato?
Passiamo alla partita degli Ultras Audax Cervinara, che fino
all’ultimo hanno cercato di partire e non si sono, minimamente, preoccupati di organizzare
schermi giganti o altri surrogati. L’aria che si respira è decisamente tesa. La repressione
sembra aver vinto contro il Movimento.
Invece, il gruppo è compatto, si riversa nelle strade e
segue la partita al nuovo Bet Cafè di Via Roma, in un clima goliardico e caloroso.
Il
tifo cresce ed esplode alle reti degli Audaci Atleti, scesi in campo con la simbolica penna piena d’inchiostro blu per scrivere altre lunghe pagine di storia agonistica.
L’Audax Cervinara è a pochi passi dalla Quarta Serie, oggi
chiamata serie D.
I BiancoBluAzzurri volano.
In campo l’Audax devasta ciò che resta della Battipagliese, capace in
passato di salvarsi in serie C1 ai danni del grande Palermo.
Tre reti a zero e tutti pronti ad affrontare
la vincente tra Sorrento e Faiano.
I biancoverdi salernitani, passati in vantaggio, vengono poi travolti dall’arbitro.
Per
qualche manciata di minuti tutti hanno sognato un finalissima al Canada, grazie
al miglior piazzamento conquistato in classifica del Cervo.
Purtroppo, hanno avuto ragione i sempre presenti basisti, che
hanno invitato alla calma la ciurma per i facili entusiasmi. La giacchetta nera (e rossa) estrae per ben
tre volte il cartellino rosso (e nero) ai danni di ben tre atleti del Faiano ed il malcapitato portiere ospite raccoglie la sfera per ben tre volte nel sacco.
Casualità.
Il Faiano torna a casa dopo un campionato gagliardo, mentre i limoni rossoneri festeggiano senza sorridere.Intanto dilaga l’entusiasmo per il Cervinara e il clima “argentino” con tanto di Banda Monetti all'opera. La squadra arriva nel tripudio generale, come accadeva nei ruggenti anni Novanta.
Scene di gioia popolare che stridono con tutte queste
tarantelle che uccidono il calcio minore.
La prossima battaglia è alle porte...apritele che passano gli
ULTRAS AUDAX CERVINARA.